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Abbarbicate alle rocce, addossate alle caverne, aggrappate ad ogni piccola sporgenza, le case di questa caratteristica città si aizzano dal fondo valle verso i pianori circostanti, come l’araucaria in cerca di sole. Ai piedi dell’enorme ammasso roccioso che penetra come un cuneo gigantesco nella vallata e che la vallata stessa domina come un castello naturale, si congiungono i due torrenti che danno vita al Moticano.
Scelta dai Sicani, e poi dai Siculi, per la sua particolare posizione, che ne faceva un sito inespugnabile, Modica si affacciò alla storia del mondo nel periodo neolitico. Gli abitanti preistorici di questo periodo, che va dalle origini al 1400 A. C., trogloditi per necessità, conducevano la loro vita piuttosto grama entro grotte naturali e artificiali, nutrendosi dei prodotti spontanei del suolo fertilissimo e della caccia abbondante. La loro civi1tà era ancora ferma all’età della pietra quando, già da millenni, le piramidi sfidavano il tempo ed i più grandi imperi della terra erano nel pieno della loro potenza e del loro splendore. Appartenenti a quest’epoca, il tedesco von Andrian, nel 1878, trovò a Cava Lazzaro numerose e notevoli testimonianze, che oggi si trovano al Museo di Berlino.
Sicami e Siculi, pervenuti in due ondate successive, si amalgamarono e formarono insieme un unico popolo senza, forse, quella lotta fratricida che divise le due etnie intorno alla metà del XIII secolo A. C.. Il livello di civiltà, però, non si alzò di molto; si continuò a cacciare con le primitive armi di pietra, a vestirsi di pelli di animali e ad abitare nelle caverne, rese più abitabili da allargamenti e aperture di comunicazione con le caverne vicine, canali per il deflusso delle acque piovane e rozzi ricavati nella roccia. Di argilla acroma e malcotta erano le suppellettili, ricavate senza 1’ausilio del tornio; il grano si pestava in piccole buche scavate nella roccia, dentro o nelle vicinanze dell’ abitazione.
Cominciano, però, ad apparire i primi utensili in bronzo. Il ripostiglio dei bronzi arcaici del Salto ha restituito parecchi oggetti in bronzo che risentono l’influsso della civiltà micenea. Siamo, all’incirca, intorno al X secolo avanti Cristo, epoca presunta in cui i Fenici, forse, fanno la loro apparizione nel territorio modicano, esercitandovi una benefica influenza. In piccolo numero, provenienti da una delle stazioni fenicie della costa, praticano il loro commercio con gli indigeni semibarbari, senza tuttavia fare, del grosso villaggio, una loro fissa dimora. Alla loro presenza è dovuto certamente il notevole progresso tecnico ed artistico della popolazione rusticana, nel lento cammino della civiltà sicula. Progrediscono pure l’agricoltura e l’industria. Le caverne vengono, via via abbandonate; e, a loro posto, sorgono le prime abitazioni in legno e muratura.

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