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La storia di quella che fu la contea di Modica meriterebbe un trattazione molto più ampia e più rigorosamente condotta, che non il breve cenno che ne diamo su questa Guida. Nel rimandare il cultore delle patrie memorie alle opere del Carrafa, del Grana, del Solarino, del Sortino, del Revelli e di parecchi altri degni storici del nostro passato, ci limitiamo a dare qualche cenno sommario sui principali avvenimenti della Contea e sui Conti che influirono sulla sua storia e su quella della Sicilia. Perché, in effetti, come fa osservare il Revelli, la Contea ha la fama riflessa dei suoi Conti che, quasi mai vi risiedettero e che preferirono governarla da lontano, attraverso capaci Governatori, standosene a Palermo, alla corte regia o viceregia, quando non addirittura in terra di Spagna.
Il periodo delle origini della Contea non è molto chiaro; dopo Ia prima investitura, la storia non cita i nomi degli immediati beneficiari; sappiamo soltanto che Aquino, Rinaldo, Goffredo e Gualtiero di Modica ricoprirono cariche prestigiose e resero importanti servizi ai loro sovrani, durante La breve dominazione normanna.
Con la conquista sveva della Sicilia, Modica fu incamerata al demanjo, in un primo tempo, per essere, successivamente, concessa in feudo alla famiglia Mosca. Dagli Svevi, la Sicilia passò agli Angioini; è sotto la loro dominazione che si verificarono i sanguinosi episodi del Vespro, nel 1282, con l’eccidio della quasi totalità della guarnigione francese. Sopravvenuta la dominazione aragonese, i Mosca ebbero la riconferma dell’investitura, per l’apporto che la famiglia aveva dato al movimento insurrezionale contro gli Angioini.
Nel 1296, a seguito del matrimonjo tra Isabella Mosca e Manfredi Chiaramonte, la contea passò ai Chiaramonte e ad essi rimase per quasi un secolo; fino a quando, cioè, nel 1392, decapitato Andrea Chiaramonte, per pretestuoso delitto di lesa maestà, il feudo vastissimo e ricchissimo fu ceduto a Bernardo Cabrera, che aveva contribuito in forma determinante alla conquista dell’isola, da parte di re Martino.

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