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Il fervore religioso dei Conti di Modica, delle famiglie Mosca, Chiaramonte, Cabrera ed Henriquez, fece sorgere, nel territario della contea, un numero stragrande di chiese, conventi e monasteri. I Normanni avevano largheggiato in donazioni, istituendo una tradizione a carattere religioso, che fu seguita da tutti i loro successori. Anche l’aristocrazia dipendente e la grassa borghesia non si tirarono indietro in questa nobile gara, dotando gli istituti religiosi di assegni e prerogative.
Da un computo effettuato in base alle rovine, alla tradizione, alla documentazione storica ed agli edifici rimasti, risulta che Modica, nel XVI secolo, contava venti conventi, dieci monasteri, cinque collegiate e quasi sessanta chiese. Alle costruzioni religiose bisognerebbe aggiungere i numerasi palazzi della fiorente nobiltà, per avere un’idea meno approssimativa dell’immenso patrimonio artistico che andò distrutto durante il terremoto dell’ 11 gennaio 1693. Sull’informe ammasso caotica di macerie, pochi edifici rimasero fortunatamente illesi o quasi. Della architettura privata, assolutamente nulla; di quella chiesastica, si è salvata, per intera, la chiesa del Gesù con l’annesso chiostro, il portale del Carmine, il portale di S. Maria di Betlemme ed il portale della cappella privata di casa De Leva.
La chiesa del Gesù appartenente al XIV secolo; alla stessa epoca, cioè, della chiesa del Carmine; e della semplicità di questa conserva l’aspetto per più di un secolo. La facciata della chiesa ebbe, in origine, un portale dalle linee semplici ed un rosone. Il portale aveva, e conserva tuttora, l’arco inferiore tendente all’ogiva, mentre quello superiore, dopo gli archi intermedi a gradazione, era ed è a pieno centro. I laterali del portale erano costituiti da cinque fasce verticali, a forma di colonnine, una sporgente sull’altra, con relativi capitelli riccamente fregiati. Ma, nel 1480, la facciata della chiesa subì una radicale rielaborazione con delle aggiunte che ne modificarono l’aspetto e ne confusero lo stile. In quell’anno, Anna Cabrera, contessa di Modica, primogenita di Giovanni I, andò sposa a Federico Henriquez, figlio di Alfonso, Almirante di Castiglia; e, per solennizzare degnamente il suo matrimonio, dispose la costruzione di un convento, a fianco della chiesa del Gesù. I maestri di allora decisero di costruirlo ad imitazione delle smaglianti e fantasiose architetture pervenute in Sicilia attraverso l’artigianato al seguito dei condottieri e dei patrizi spagnoli.

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